He looked at his own Soul with a telescope.
What seemed all irregular, he saw and showed to be beautiful constellations, and he added to the consciousness hidden worlds within worlds
— Samuel Taylor Coleridge, Notebooks
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fai dell'ordinario una poesia

Sono Giui e sono un Aedo Contemporaneo. L’aedo, nell’antica Grecia, era il cantore (l’etimo deriva da adeis, cantare) che attraverso gli occhi dell’anima narrava degli Dei e degli uomini, raccontando le storie che furono, che sono e che saranno. Per me, oggi, essere Aedo significa intersecare le arti della poesia, della fotografia e dello storytelling.

Sono felice che tu sia approdato qui, perché questo è il luogo in cui custodisco tutte le storie che ho avuto il piacere di cantare. E sono qui, pronta a raccontare anche la tua storia.

Per me la fotografia è un’operazione di svelamento della forza lirica inibita dell’ordinario. Non c’è niente di più straordinario dell’ordinario ed è questo che amo raccontare. Credo nel potere dei ricordi, da tramandare di generazione in generazione come piccoli poemi del proprio Olimpo personale.