Festival della Fotografia Etica attraverso la nuova Fuji X-T10

Ieri è finito il Festival della Fotografia Etica, anche quest'anno non ho potuto non partecipare. 
Tutti dovrebbero farvi una visita, soprattutto se fotografi, perché ti ricorda quale sia uno dei ruoli fondamentali dello scattare: documentare, denunciare le atrocità del mondo.

Foto scattata nello spazio dedicato alla mostra "In the Name of Go(l)d" di Ugo Lucia Borga

Foto scattata nello spazio dedicato alla mostra "In the Name of Go(l)d" di Ugo Lucia Borga

Girare tra quelle immagini ti fa sentire così piccolo, così impotente, così arrabbiato, così triste.

Foto scattata nello spazio dedicato alla mostra "In the Name of Go(l)d" di Ugo Lucia Borga

Foto scattata nello spazio dedicato alla mostra "In the Name of Go(l)d" di Ugo Lucia Borga

A me ha fatto venire voglia di scattare, di non dimenticarmi che la macchina fotografica, mutuata con la propria sensibilità, può [deve?] essere un arma di contestazione pacifica.

Lo spazio tematico che mi ha colpito di più è stato quello del "CIBO CHE UCCIDE".
Il tema, a me molto caro, è quello di cui abbiamo sentito parlare di più negli ultimi tempi, il modo in cui qui è stato trattato è proprio quello che mi sarei aspettata da una manifestazione come Expo Milano 2015, cosa che lì non avvenuta. Quattro reportage per indagare "il problema alimentazione", da ciò che comporta una produzione dis-umana di cibo, il costo umano che si cela dietro all'abbondanza di generi alimentari nei paesi ricchi, a quanto questo abbondanza risulta nociva per gli stessi paesi privilegiati: "Under Cane: A worker's Epidemic" di Ed kashi, "El Costo Humano de los agrotòxicos" di Pablo Ernesto Piovano, "Terra Vermelha" di Nadia Shira Cohen e Paulo Siqueira e "A life Apart: The Toll of Obesity" di Lisa Krantz, reportage di cui mi sento di sottolineare la capacità empatica. Grazie alle inquadrature, a quella capacità di cogliere attimi Lisa trascina chi guarda nella vita di Hector Garcia, gli fa vivere con lui l'isolamento dovuto alla sua obesità, lo fa combattere insieme a lui la battaglia per la perdita di peso e lo lascio con un senso di vuoto all'ultima immagine, in cui questa battaglia viene documentata come persa.

Ho scoperto anche che questo spazio era sponsorizzato da Fujifilm, che aveva anche un punto di informazione vicino alla biglietteria della mostra, in cui lasciando i documenti si poteva provare le nuove ottiche e corpi Fuji. Come sapete io sono una Fuji x-series addicted quindi ne ho approfittato subito per provare quella che vorrei prendere come nuovo corpo macchina per la prossima stagione: La Nuova Fuji X-T10!

In questa foto, scattata da Simone che stava provando la Fuji X100t, potete notare le mie occhiaie e la mia soddisfazione per avere in mano la Fuji X-T10 con 56mm f1/2 APD ! Simone è un altro innamorato delle mirrorless Fuji, perciò se ne volete sapere di più vi consiglio questo suo post!

In questa foto, scattata da Simone che stava provando la Fuji X100t, potete notare le mie occhiaie e la mia soddisfazione per avere in mano la Fuji X-T10 con 56mm f1/2 APD ! Simone è un altro innamorato delle mirrorless Fuji, perciò se ne volete sapere di più vi consiglio questo suo post!

Street Photography con la Fuji X-T10 nello spazio dedicato alla mostra "In the Name of Go(l)d" di Ugo Lucia Borga

Street Photography con la Fuji X-T10 nello spazio dedicato alla mostra "In the Name of Go(l)d" di Ugo Lucia Borga

Perciò le mie foto che trovate in questo post sono state scattate con lei e con il Signor 56 mm f1/2 APD. Come avrei potuto perdere un'occasione del genere?
L'aspetto negativo è che dopo venti minuti non avrei più voluta riconsegnarla. Ho provato subito lo stesso feeling immediato che c'era stato al primo colpo con la mia XE2, solo che qui la messa a fuoco è decisamente migliorata!
In ogni caso, le mirrorless Fuji si confermano come il mio strumento preferito per fare street photography.

Street Photography con la Fuji X-T10 al Festival della Fotografia Europea

Street Photography con la Fuji X-T10 al Festival della Fotografia Europea

Un altro reportage che mi sento di applaudire a dismisura e con gli occhi lucidi e le mani tremanti è quello di Francesco Anselmi "Tra Terra e Nuvole-Cronache dalla Grecia". Perché raccontare storie così importanti, così travolgenti e toccanti con quell'aurea di poesia è una cosa che in pochissimi riescono a fare. Francesco [spero che non gli spiaccia se lo chiamo per nome] attraverso la luce e le inquadrature carica di pathos e dignità immagini che potrebbero essere pervase solo di violenza.

Una fotografia del Reportage di Francesco Anselmi tratta dal suo reportage "Tra terra e Nuvole"

Una fotografia del Reportage di Francesco Anselmi tratta dal suo reportage "Tra terra e Nuvole"

Uno dei miei obiettivi è proprio creare un reportage che abbia queste stesse qualità, perciò lo ringrazio tantissimo, per avermi ricordato perché devo impegnarmi sempre più giorno dopo giorno.

Una fotografia del Reportage di Francesco Anselmi tratta dal suo reportage "Tra terra e Nuvole"

Una fotografia del Reportage di Francesco Anselmi tratta dal suo reportage "Tra terra e Nuvole"

Se quest'anno vi siete persi questo festival spero di avervi fatto venire un po' di voglia per non perdervelo assolutamente l'anno prossimo, se invece anche voi lo avete visitato mi piacerebbe sapere cosa ne pensate e quali sono state le vostre osservazioni!

Buon Lunedì
 

Giui