Inspiration Friday // La Famiglia Bélier

La Famiglia Belier è  un film di Eric Lartigau, che ho visto quest'estate durante l'attraversamento dell'Italia in corriera per raggiungere la mia amata Basilicata.
Ora, siano le condizioni particolari in cui ho conosciuto questo film ad avermi colpito così tanto, non so, ma sta di fatto che mi sembra perfetto per la rubrica "Inspiration Friday"!

Protagonista del racconto è Paula, ragazzina di sedici anni, unica voce della propria famiglia sordomuta Bélier, che possiede un'attività agricola in Normandia. Paula è la loro voce, colei che sbriga gli affari con il medico, il veterinario, la banca, il sindaco e i clienti. Tutto ciò comporta alla ragazza, una dose di responsabilità più alta rispetto a quella tipica della sua età, cosa che si complica quando Paula scopre grazie ad un arcigno professore di musica di avere un talento nascosto proprio nella sua voce. Incoraggiata in modo tutto particolare dal professore si iscrive al concorso canoro di Radio France a Parigi. Questo è il nesso di tutta la trama: restare con la propria famiglia a cui comunque vuole bene o seguire la sua vocazione che è opposta alla natura della propria famiglia?

Questo film mi ha colpito perché quella che dovrebbe essere una differenza, un contesto che parla di una famiglia con un deficit, mostra meccanismi familiari universali.

Arriva un momento in cui tutti, chi prima, chi dopo, ci rendiamo conto di non aderire completamente alla nostra famiglia. Capita di sentirsi pesci fuori dall'acqua nel proprio acquario. Come va vissuta questa rottura? questo senso di estraniamento nei confronti di ciò che dovrebbe essere/è sempre stato un ambiente naturale?

C'è una risposta universale o i risponsi sono infiniti? Non saprei, ma di questo film ho apprezzato la risolutezza della protagonista, nel far capire a chi le sta intorno che il suo non è un scappare dalle radici da cui è nata, ma, come riassume il verso della canzone di Sardou "Je vole", un volare verso la propria vita. Elevarsi, oltrepassando il muro della sicurezza adolescenziale, verso la costruzione di una personalità propria.

Il film è ispirato al libro di Véronique Poulain "Les Mots qu'on ne me dit pas" e vi consiglio di vederlo perché a me ha già ispirato. Ha fatto venir voglia di sganciare il mio paracadute e provare a volare da sola.

Je Vole.

Non importa a quale età e in quali condizioni...
Buoni voli, buon venerdì.

Un Abbraccio, Giui.