This Must be the place // Perdersi per Ljubjana e ritrovarsi tra gli alberi

Quest'anno ho intenzione di viaggiare tantissimo, vicino e lontano da casa. Inauguro così un nuovo tema, che forse proprio nuovo non è, visto che gli ho già dedicato una sezione delle mie fotografie, che raccoglie quei posti in cui mi sono sentita almeno un po' a casa, i miei "this must be the place", si, come il titolo della canzone dei Talking Heads che dice: Home is where I want to be. [aggiornamento: questa galleria non esiste più, ma ora esiste un blog fondato insieme a Simone che parla esclusivamente di viaggi!]

Così, cominciamo. Ho finito l'anno passato e cominciato quello presente in una città che, anni fa non avrei mai immaginato di visitare. La geografia l'ho imparata molto male a scuola, mi affido solitamente alla geografia del cuore, quella che si crea, disfa e rifà intanto che viaggio, non conta le distanze, ma il tempo, non i chilometri, ma i chili di emozioni che ho provato in quel luogo.

Ljubjana_giuisnotanartist

Ecco, forse per questa concezione geografica strana, mi aspettavo Ljubljana come una città completamente diversa, invece è stata in grado di stupirmi meravigliosamente.

Abbiamo alloggiato a Metelkova Mesto, quello che si può definire il centro di cultura alternativa della città, sviluppatosi nello spazio dell’ex caserma, è una piccola città (c'è proprio un cancello per entrare, a noi ha aperto un signore simpatico, che ha chiamato non sappiamo ancora chi, per avere il permesso di farci entrare). All'interno di quest'aree vi sono infiniti murales, molti di più di quelli che vi state immaginando, club musicali, gallerie d'arte.

Nel 1993 un'associazione indipendente di artisti e intellettuali ha occupato il posto per evitare che venisse demolito, da allora è un luogo in costante mutazione. Non sono mai stata nella Berlino negli anni 80, ma nel mio immaginario era proprio così e per tutto il tempo che sono stata lì, ho creduto che Nick Cave o Blixa Bargeld sarebbero usciti da un momento all'altro dall'edificio di fronte al nostro ostello, che era appunto l'ex carcere della caserma. Si, le stanze erano le ex celle e in alcune vi sono proprio le sbarre. Il posto, che vi consiglio tantissimo, si chiama Celica Art Hostel, celica significa appunto Cella, le camere del primo piano sono le ex 20 celle della prigione e sono tutte diverse, ognuna progetto di diversi designer e artisti.

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Ljubljana è una città molto colorata, a misura d'uomo. Se dovessi trovare un'immagine per descriverla è quella dei bambini che giocano con le mega-bolle di sapone che un artista di strada creava per la gioia di tutti, soprattutto la mia. Per me, che adoro la street art, ogni angolo è una scoperta, un'opera d'arte nascosta, come i tantissimi negozietti di design dal sapore nordico che costellano le strade del centro.

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In realtà una delle attrazioni più importanti della città è il castello che la veglia dall'alto, sicuramente da vedere, ma il mio modo preferito per approcciarmi ad un luogo è sempre quello di vagare senza meta e perdermici senza timore.

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E' un po' inseguendolo e un po' perdendoci che abbiamo trovato il luogo in cui ho lasciato il cuore. Il "Park Tivoli". Un immenso spazio verde, un boschetto in città. Un posto incantato, in cui il tempo si ferma, serre bellissime sembrano nate dove le trovi, il lago ghiacciato ti sembra ghiacciato da sempre e nel carinissimo bar accanto al lago fanno pure le torte vegane. Il Paradiso all'improvviso insomma, soprattutto se sei congelato e stai rischiando di perdere le dita, cosa che ci è capitata spesso durante quei giorni.

[la torta in foto, ahimè non è vegana, ma è di Simone. La mia non ho fatto in tempo a fotografarla, fidatevi sulla parola, era molto buona!]

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Abbiamo percorso la città in lungo e in largo, frequentato il mercato coperto, che sembra un po' come il mercato rionale di Piacenza, dove abito io, solo che è molto più bello, più grande, ci sono signori che ti vendono il formaggio che sono molto più gentili e insomma non assomiglia per niente al mercato rionale di Piacenza

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Il regalo più bello è arrivato la notte prima dell'ultimo giorno. Ha iniziato a nevicare e nel corso di una sola notte sono scesi 15 centimetri di neve. Il mattino sembrava di essere in un'altra città, io mi sono sentita felice come una bambina.

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Sulla via del ritorno siamo passati a vedere le grotte di Postumia. No, non siamo entrati, perché da fuori sembrava Gardaland, la mascotte del luogo è persino una sottospecie di drago e il livello dei turisti aveva superato lo stato di allerta, oltre il quale ci viene l'orticaria. Ci siamo persi sicuramente un gran bel spettacolo, ma abbiamo deciso di tornarci nel periodo meno turistico dell'anno, in modo da non sentirci troppo "gruppo vacanze piemonte", ma viaggiatori, come siamo in realtà.

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Abbiamo deciso di proseguire per il Castello di Predjama, durante il tragitto in macchina era tutto un "OOOHHHH" "OOOOHH, LO POSSIAMO PORTARE A CASA QUELL'ALBERO? NO MA GUARDA CHE BELLO, NO MA CIAO, E' STUPENDO, NO MA QUELLO LO DEVO ABBRACCIARE, QUELLO E' IL MIO PREFERITO, ANCHE QUELLO Lì, E QUELLO LA', NO MA E' TROPPO UNA MERAVIGLIA". Si insomma, ho sfoderato tutto il mio arsenale di espressioni di meraviglia, per non dire poi, quando siamo arrivati in un piccolissimo cimitero sulla strada, completamente ricoperto da neve. Uno strato intonso, tranne che per delle leggere orme, che ho seguito e mi hanno portato da Andrej, il quale deve avere ancora qualcuno al mondo che lo ama tantissimo, qualcuno, l'unico, che sfida un freddo tagliente, più di 15 centimetri di neve, vento gelido e strade tortuose per salutarlo. Cinque minuti perché la mia testa creasse una storia incredibile, ma che, sono sicura, non potrà mai essere più bella di quella reale. Grazie Andrej e sconosciuto/a che l'amavi, perché mi hai commosso come solo un ostinato gesto d'amore può fare

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Gli alberi, gli alberi innevati della Slovenia me li porto tutti nel cuore.
Mi piace dire che:

CHI TROVA UN ALBERO TROVA UN AMICO

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Per questo forse ho amici meravigliosi in ogni luogo e qui me ne sono fatta tanti. Opere d'arte di una bellezza rara, il luogo più simile al mio concetto di casa.

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Penso di avere almeno un milione di foto di alberi, eppure non riescono a colmare quel senso di nostalgia di non averli qui.
Tra poco sarò sull'aereo per Budapest, mi aspetta una veloce fuga d'amore.
Spero di ritrovare anche lì un pezzo del mio cuore, che vuole sparpagliarsi per il mondo.

Ljubjana_giuisnotanartist

Vi auguro una splendida giornata!
VIAGGIATE VIAGGIATE VIAGGIATE.

Un abbraccio,

Giu :)