Il lato oscuro della forza: Peripezie mentali da Star Wars a William Golding.

Nonostante quello che potrebbe sembrare, questo non è un post da Nerd.
Ho preso, non me ne vogliano i star wars addicted, l'espressione in prestito per esprimere un concetto, probabilmente vecchio come il primo Jedi.

Una di quelle scoperte dell'acqua calda, tipo quella della familiarità tra Luke Skywalker e la principessa Leila.
In ogni caso, il lato oscuro di cui parlo è quello che soggiace in ogni essere umano, quello che vorremmo negare, con cui non vorremmo mai entrare in contatto.
Quello che ci vergogniamo di essere, perché il buon costume lo nega, lo taccia come sconveniente.
Allora cosa succede? Che questo lato oscuro esplode là dove il buon costume ci sembra meno pressante (i social?), dove non ci mettiamo la faccia, o ancora peggio, se represso per troppo tempo la sua esplosione è incalcolabile.
E' quella forza ancestrale, imprescindibile dalla natura umana, quella di cui parla William Golding in "il Signore delle mosche", che lo ha fatto passare alla storia per la frase "gli uomini producono il male, come le api producono il miele".

Bene, io mi rifiuto.
Mi rifiuto di assecondare una forza tale solo perché considerata atavica.
Nel contempo mi rifiuto di continuare a negarla, perché sento che evitarla la farà uscire dal mio autocontrollo ed esplodere a caso.

Credo che ognuno di noi abbia un lato oscuro, ma stia a noi decidere di accendere la luce, affrontare il nostro buio, cercare di pulirlo per quanto possibile e poi accettare ciò che non possiamo spolverare. Incanalare quella massa in qualcosa di proficuo. Perché sono fermamente convinta che, una volta che lo si è affrontato, il buio può essere arginato, plasmato e rigovernato.

Giui is not an artist

A me di questo "buio al termine della notte" non interessa in realtà, più di tanto, legittimarne l'esistenza, sviscerarne gli anfratti angusti, non ne ho certo le competenze, ma, a livello personale, interessa capire come superarlo, attraverso un atto di consapevolezza, come usarlo al mio servizio per rendermi migliore, mentre a livello artistico, mi interessa capire come può influire ed essere esorcizzato, sdoganato, che sia attraverso la creazione di un'immagine o della produzione di un artefatto.

Non ho la pretesa di essere un Bukowski, un Rimbaud, un Goya, figuriamoci uno Jedi, ma non sono nemmeno qui a raccontarmi, a raccontarvi, di non avere lati oscuri. 
Non si nasce buono, si diventa. Forse anche Gandhi era preso da un moto omicida al mattino quando vedeva il tubetto del dentifricio schiacciato nel mezzo, invece che dal fondo.

“ Le persone più belle che abbiamo conosciuto sono quelle che hanno conosciuto la sconfitta, la sofferenza, lo sforzo, la perdita e hanno trovato la loro via per uscire dal buio. Queste persone hanno una stima, una sensibilità, e una comprensione della vita che le riempie di compassione, gentilezza e un interesse di profondo amore. Le persone belle non capitano semplicemente; si sono formate. “
— Elisabeth Kubler Ross, psichiatra svizzera

Uscire dal buio è un percorso, faticoso, che si basa sull'autodisciplina, ma soprattutto solitario, perché non tutti abbiamo la fortuna di avere un Obi-Wan Kenobi al nostro fianco.
Ma è una scelta, una delle tante che possiamo fare, che parte, come sempre, dalle cose piccole, come decidere se scrivere un commento offensivo sotto una foto di uno sconosciuto trovata su facebook, salutare per strada, denigrare qualcuno in posizione di debolezza rispetto alla nostra, sorridere alla cassiera del supermercato, tenere la porta aperta a chi sta entrando mentre noi stiamo uscendo.

E' un allenamento continuo ed estenuante, ma al contempo salvifico, alla gentilezza.

Una reazione a catena che può scatenare una piccola rivoluzione, anche senza armi intergalattiche, perciò io ho deciso di provare ad allenarmi.

Vi auguro una buona giornata,
e che la forza [quella buona] sia con voi.

:)

Un Abbraccio,
Giui