Buon 2016, anno della Perseveranza.

Da un po' di anni mi piace scegliere una parola, un nome da dare ai 365 giorni che verranno (366 in questo caso).

Negli anni precedenti ho scelto Cura, Consapevolezza, Gioia e Rivoluzione.

Quest'anno, grazie a Pretty in Mad ho scoperto che esistono anche alcuni metodi online, per capire quale sia la parola giusta per voi.
Lo ammetto, io non ho usato nessuno di questi metodi, ero sicura di quale fosse la parola giusta, si è fatta strada dentro di me le ultime settimane del 2015 e l'ho scritta sul foglio con naturalezza.

Quest'anno sarà l'anno della: PERSEVERANZA.

Perché l'anno appena passato mi ha insegnato che, tra te e l'obiettivo esistono almeno un milione di ostacoli. I peggiori però sono quelli che non immagineresti nemmeno. Quelli che ti stendono per terra con un destro da Muhammad Alì. E tu dici: mo' che faccio? Mi rialzo o mi fingo morta per ignorare le mie responsabilità?

Ecco, ho scoperto che sta lì il bivio. Non esiste una scelta giusta o sbagliata, esisti solo tu che decidi se alzarti o no. Se lasciar perdere questa gara o, anche se sei tutta dolorante, provare ad arrivare alla fine del round.

Innanzitutto ho capito che bisogna scegliersi bene le proprie gare. Io sono sempre stata bravissima nel scegliere le sfide impossibili, forse a causa di un'eccessiva dose di ottimismo ed incoscienza. Alle superiori credevo seriamente che sarei riuscita a mettermi insieme a Ville Valo. Il fatto che lui fosse il frontman degli HIM ed abitasse in Finlandia non scalfiva minimamente il mio obiettivo.

Cosi, ecco l'unico e buono proposito per il mio 2016:

Diventare brava a scegliere le mie sfide: ho capito che, quelle troppo difficili, che non vengono mai vinte, creano frustrazione e quelle troppo facili, che vinci subito creano frustrazione e senso di colpa.

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Ero indecisa tra la parola DETERMINAZIONE e PERSEVERANZA.

Ho scelto la seconda perché mi pare avere una sonorità più gentile, includere un senso di costanza e fermezza, non determinato da un freddo calcolo, ma più legato ad un sentimento interiore.

"Determinazione" mi sembra una parola troppo sicura, una di quelle che non include possibilità di sbaglio. Invece l'unica cosa di cui io sono sicura è che sbaglierò ancora tantissimo, ma dopo aver sbagliato, riproverò ancora, con costanza e fermezza, ovvero perseveranza.

Sappiamo tutti che l'inizio di un nuovo anno non è una bacchetta magica per diventare migliori, ma che la chiave di questo processo sta in quel miscuglio magico di esperienza, autodisciplina e consapevolezza, ma perché non sfruttare un'occasione così?

Abbiamo bisogno di piccoli incoraggiamenti, sfruttiamo l'idea di un nuovo inizio perché il domani ci renda sempre migliori.

Vi abbraccio,
Giui

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