undici e ottantotto storie da raccontare

In questi giorni ho un'insensata voglia di festeggiare.
Così, senza motivo, come senza motivo ti arriva la varicella. Dato che la voglia di festeggiare è contagiosa proprio come la varicella, ho deciso di condividerla con chi ho intorno.

La scusa "ufficiale" per festeggiare è arrivata quando mi sono resa conto che la mia pagina fb ha raggiunto  gli 1188 mi piace.
[Precisamente è stato sabato, ma credo che questo post non lo pubblicherò prima di lunedì]
So che è usanza festeggiare i numeri tondi importanti delle proprie pagine fb, personalmente è una cosa che non ho mai fatto, ma, come ho detto, mi serviva una scusa.
11 e 8 sono i miei numeri fortunati. Non solo perché fanno parte della mia data di nascita, (che è scritta nel numero 1188, cioè 11 8 88), ma perché nella mia vita li ritrovo spesso, saltano fuori nelle esperienze più importanti. E' quasi un'ossessione: vado al ristorante mi fanno sedere al tavolo numero 11, faccio un viaggio, tutte le stanze in cui alloggio contengono l'11 o l'8, mi arriva una password provvisoria è 1188. Forse questa è solo una coincidenza, una di quelle a cui crede una ventisettenne cresciuta con una nonna che le leggeva i tarocchi, ma a me piace pensare che siano corrispondenze e che questi numeri mi portino davvero fortuna.

Quindi, festeggio.

FESTEGGIO LE 1188 STORIE DA RACCONTARE.

Perché ecco cosa significa questo numero per me. 1188 storie che voglio avere l'onore di raccontare, prima o poi, attraverso il mio obiettivo, le mie parole, la mia arte.
Alcuni di voi ho già avuto l'occasione di conoscerli, di provare a trasformare in favole le loro storie, di altre invece non so ancora nulla.

Ecco perché vi chiedo di festeggiare con me, raccontandomi qualcosa di voi.

Potete commentare questo post o la sua condivisione sulla mia pagina fb, potete mandarmi un messaggio privato, una mail, un piccione viaggiatore. Trovate il modo che più vi si addice, ma mi piacerebbe mi raccontaste qualcosa di voi:
che sia come prendete il caffè, la vostra paura più grande, quello che volete fare da grandi o cosa farete domani. Un ricordo bello o uno doloroso, la vostra ricetta preferita.

Dato però, che condividere per me è innanzitutto scambio bilaterale, voglio raccontarvi qualcosa di me.

Giui is not an artist

Questo inverno è stato un periodo difficile, di cui ancora faccio fatica a parlare. Mi sarei dovuto laureare a Dicembre, ma ho avuto un "forte diverbio" [tra le virgolette che includono le parole forte diverbio potete lavorare con la vostra peggiore immaginazione], con il relatore di Tesi, uomo geniale e dotto, ma tutt'altro famoso per la sua umanità. Pensavo di poter gestire una cosa del genere, ma mi sono sopravvalutata. Non voglio entrare nei particolari, ma per due mesi ho lottato contro la distruzione della mia autostima e tutto ciò che sono. Non sapevo come fare per rispondere alle violenze verbali ed agli accanimenti sul mio "essere", più che sulle mie prestazioni professionali. Senza accorgermene mi sono trovata in depressione. La Vigilia di Natale ho tamponato e danneggiato pesantemente la macchina, che sia stata quella la goccia che ha fatto traboccare il vaso non credo. Adoro il periodo natalizio, ma il giorno di Natale piango spesso, anche quando il giorno prima non tampono nessuno. E' che a volte mi sento pervasa da una dose di struggente malinconia, dovuta nemmeno io so precisamente a cosa, forse è solamente indole. Credo che ognuno abbia fatti personali e che tali debbano rimanere, soprattutto perché tutti abbiamo le nostre "tristezze" da gestire, meglio non appesantire gli altri con le proprie, così ho cercato di rimanere composta e affrontare una cosa per volta. Merito soprattutto di due persone, che mi sono state particolarmente vicine, forse merito di Saturno che si è tolto per un po' dalla mia quadratura astrale e, concediamomelo, forse un po' anche merito di me stessa, che mi sono rifiutata di gettare la spugna, gli ultimi giorni del 2015 e i primi del 2016 mi hanno regalato una carica ed una forza, che da tempo si era assopita e non riuscivo a risvegliare. Ora i miei problemi non sono spariti, ho ancora una tesi da finire ed una laurea posticipata ad Aprile, una macchina da far aggiustare e un autostima da non rifocillare. Ho deciso di parlarne oggi perché credo che sia giusto, quando si chiede agli altri di aprirsi, farlo in prima persona e perché forse può rincuorare qualcuno, sapere che tutti, proprio tutti, abbiamo alti e bassi.
Ah, il caffè mi piace prenderlo amaro quando è buono, ma visto che è difficile trovarlo buono come dico io, spesso metto mezza bustina o un mezzo cucchiaino di zucchero di canna. ;)

Giui is not an artist

Si può uscire vincitori da qualsiasi battaglia, anche bevendo il caffè amaro. :)

Aspetto i vostri commenti!
La mia storia ho deciso di festeggiarle con un autoritratto. Questo traguardo, le vostre 1188 storie e oltre, le festeggerò ritraendo voi.
Questo post è un piccolo tentativo per ringraziarvi dell'appoggio. Grazie, davvero grazie.

Vi abbraccio fortissimo.

Giui :)