Amo le Storie

Ho ricominciato a scrivere, ho rimesso in ordine il blog, che era stato un po’ trascurato rispetto alla nuova organizzazione del sito. Non sapendo da dove partire ho deciso di farlo dal manifesto, perché formularlo è stato per me terapeutico, ma al contempo, data la mia logorroicità e smisurato amore per avverbi inutili, molto complesso, per la difficoltà di sintetizzare tutto quello che avevo in mente.
Ah, mi ero ripromessa che avrei iniziato a scrivere post brevi, promessa già smentita.

Manifesto Giui is not an artist

Non so quando ho cominciato a scrivere storie, di sicuro ero molto piccola.
Le storie però mi hanno sempre affascinato immensamente. 
All’inizio le ho ascoltate, poi ne ho lette, infine mi sono dedicata a riscriverle.
Li chiamavo sogni coscienti. La notte non riuscivo ad addormentarmi, allora pensavo alle storie che avevo letto e iniziavo a ripercorrerle con la mente, ma aggiungendo personaggi, togliendone altri, cambiando le vicende.
All’inizio mi inserivo in questo storie come protagonista, poi ho capito che era molto più interessante essere un personaggio secondario, uno di quelli che nella storia reale non era importante. Da osservatore secondario hai una libertà di movimento maggiore, il tuo punto di vista estraneo, ti fai cogliere i legami tra gli altri personaggi meglio di quanto lo possano fare loro stessi. Puoi vivere le emozioni di tutti, senza rimanere prigioniera di una sola, come succede spesso ai protagonisti.
Il teatro ha alimentato la mia passione per le storie. Soprattutto mi ha insegnato a sviscerarle.
Ad entrarvi, ma senza esserne trascinato, ad avere sempre in possesso la chiave per aprire la porta ed uscire. E’ fondamentale per un attore, essere partecipe ma non essere travolto.
Quando ho iniziato a dedicarmi all’arte, volevo usarlo come mezzo per far star meglio le persone.
Ma mi ritrovavo sempre a navigare nella storia di ognuno. Nei suoi sogni, nei suoi ricordi, nelle sue speranze. Che sono poi gli ingredienti principali della nostra storia personale, a cui mi interessava dare importanza di una storia condivisa.
Ho capito che le chiavi per star meglio stanno nella storia di ognuno di noi.

Cos’è La Storia, quella con l’articolo denominativo e la S maiuscola, se non un infinito agglomerato di storie personali?

La Storia sui libri mi ha sempre annoiato, la trovavo distante, irraggiungibile, per capirla dovevo concentrarmi sulla storia delle piccole cose. Di grandi imperatori mi interessavano le piccole vicende quotidiane.
Tutto questo si è trasformato, senza che nemmeno me ne rendessi conto, nell’essere un aedo contemporaneo.
Ecco che significato profondo ha per me questa definizione. Io che odio le definizioni, mi sono ritrovata in una definizione, che finalmente mi ha fatto prendere coscienze di un percorso di crescita intrapreso anni fa e non ancora finito di realizzare.
O forse non è un percorso di crescita, è una vocazione.
Vocazione, che parola desueta.

Eppure a definire l’essere "un aedo contemporaneo" una vocazione, provo un senso di pace.
Ascoltare le storie, scriverle con la luce e tramandarle.
Se ripeto questa frase a voce alta mi si illumina il viso.
Siete quello che siete ora per la storia che vi accompagna.

Abbiate cura della vostra storia.
Soprattutto abbiate cura di scriverla, per farla diventare l’espressione esatta di quello che vedete quando chiudete gli occhi prima di addormentarvi.

Write your story_Giui is not an artist

Cosa dite, ci provate stasera, prima di andare a letto, a realizzare uno di quelli che chiamo “sogni coscienti”?
Iniziate a ripercorrere la vostra storia, poi lasciate che l’inconscio indirizzi la trama dove più gli pare.
E’ la vostra storia, calatevi nel ruolo di protagonisti, per capire quale trama volete profondamente scrivere.
Se fate attenzione, mi vedrete, sarò uno dei personaggi che si perdono tra la folla, ma sempre presente, pronta a scrivere e a tramandare il vostro racconto.

Vi auguro una buona giornata,
ma soprattutto buoni sogni,
che siano la base della storia che scriverete.

Un Abbraccio,
Giui