La Rivalsa di San Valentino

Ho sempre odiato San Valentino.
Perché?
Perché una ragazza forte ed indipendente come me, che sa a memoria Bukowski, che se avesse potuto avrebbe rinchiuso Lesbia [e Bip Bip, ma questa è un'altra storia] in una segreta a marcire, non può amare una festa così commerciale, creata solo come scusa, applicazione del panem et circenses, E blablabla.

Perché quest'anno ci sono ben altri 365 giorni per festeggiare l'amore, senza trovarsi ad essere banali.

Ma sono sicura che non troverò, tra questi 365, un giorno che sia il nostro San Valentino.
Perché, siamo sinceri, passa sempre in secondo piano, c'è sempre qualcosa di più importante da fare, consegnare un lavoro, fare la spesa e chissà cos'altro.
Se esiste un giorno, che ci ricorda che queste cose sono meno importanti  dell'amore, è perché noi nel quotidiano non riusciamo a ricordarlo. Sono esseri smemorarti gli esseri umani. Lo dice anche Gea.

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Perciò l'anno scorso ho chiesto persino al mio lui di andare a cena. La sua risposta sbigottita è stata: "TU?? TU VUOI ANDARE A CENA?? PER SAN VALENTINO???" E lo ammetto, mi sono pure vergognata ad averglielo chiesto, ma sono contenta di averlo fatto.

Nonostante con la persona che amo ci lavori anche, mi rendo conto di quanto poco tempo ci dedichiamo. Possiamo stare insieme dodici ore, ed essere efficienti, determinati e ineccepibili colleghi, ma mentre chiudiamo la porta del negozio, mi sento che la vita mi debba risarcire di almeno il doppio di ore da passare con lui, senza lavorare.

E' il problema di mischiare vita privata e lavoro, forse è il problema di avere una passione in comune. A volte mi dico che non vorrei lavorare con lui, che vorrei fare qualcosa che non c'entra nulla, ma poi non riesco ad immaginare altrimenti.

Penso a lui come all'unico collega che potrei avere. Penso che se non fosse con lui tornerei a lavorare da sola, chiudendomi in me stessa e non permettendo a nessuno di lasciarmi aiutare, perché io detesto farmi aiutare.
Mi dice sempre che stare con me è un po' come stare sulle montagne russe. In un attimo tocchi il cielo, quello dopo sei già per terra, non fai in tempo a capire cosa è successo, che stai già risalendo, per poi precipitare ancora. Non a tutti piacciono le montagne russe, molti ne sono attratti, ma si stufano subito, altri non hanno lo stomaco abbastanza forte e una volta saliti, rischiano di vomitare il pranzo di Zia Assunta del Natale scorso.
A me lui sembra l'unico che possa reggere il gioco, senza impazzire o trasfigurare se stesso, adatto a sedersi accanto a me nella cabina di comando per aiutarmi a capire come funzionano quelle leve, che io dovrei conoscere più di tutti, ma che in realtà a volte mi sembra vadano da sole. La mia indole non è quella di un Bruco Mela e mai lo sarà, ma le montagne russe fanno paura innanzitutto a me e se si rompono ci si fa tanto male, ma in due magari è meno difficile rialzarsi.

Così ci proviamo, ogni santo giorno.
Torno a casa la sera e mi rendo conto di cosa abbiamo sbagliato, del tempo che ci siamo rubati, mi prometto di fare meglio il giorno dopo. La maggior parte delle volte non ci riesco, anzi, a volte faccio pure di peggio. Ma ogni sera, prima di andare a letto, mi faccio la stessa proposta: domani voglio fare di meglio.

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Forse è questo l'amore, continuare a provarci, senza riuscirci mai.
Forse è una di quelle cose che fa vendere cioccolatini e salire in classifica canzoni melodiche di scarso valore musicale.
Forse è tutto e niente e diciamoci, non l'ha mai capito nessuno, figuriamoci se ora ci riesco io. Non ho assolutamente di queste pretese.
Mi basta continuare a provare a capire.

In ogni caso, innamoratevi, trovate un giorno per festeggiare San Valentino, se non volete che sia il 14 di Febbraio, fissatene un altro, scrivetelo a grandi lettere sul calendario e, quel giorno, ricordatevi cos'è veramente importante.

Gli esseri umani sono esseri smemorati.
Ricordiamocelo :)

Buon Amore!

Giui :)