Scrivere è scoperchiare il vaso di Pandora

Tanto Tanto tanto tempo fa scrivevo quasi tutti i giorni.

Poi ha cominciato a farmi male, e non parlo del polso da tennista, ma parlo di un male che non si vede fuori, ma si conosce solo da dentro.

Così, come il più vigliacco degli esseri umani ho abbandonato l'impresa.

L'avevo già fatto prima col teatro.

Ho amato e portato con me il teatro per tanti anni, da molto giovane. Quando ha cominciato a toccare tasti dolorosi ho lasciato miserabilmente perdere.

È che l'arte in ogni sua forma è così, ti scava dentro e per farlo crea terremoti, scosse sismiche da buttar giù interi apparati difensivi eretti su a coprire quei buchi neri che credevi aver chiuso in cassette di sicurezza, insieme ai sogni infantili.

L'arte è Pandora, scoperchia tutti i mali. Soprattutto i tuoi.

L'arte è spietata. Se vuoi evolverti devi affrontare ogni minimo "sospeso" con te stesso e da solo.

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Ho trovato altre forme d'arte, ho capito che non posso farne a meno. Alcune sono state abbandonate, altre invece le porto avanti con dolorosa passione, ma immensa soddisfazione.

Per le prime resta sempre un sentimento di nostalgia, perché le identifico come un'occasione mancata per conoscermi.

Così ogni tanto, prendo ancora in mano la penna e scrivo.

Sarò meno brava a trovare sinonimi, meno allenata nel gioco delle parole ed il risultato di certo non eccelso rispetto a prima, ma a piccole dosi scrivo di tutto, soprattutto di quello che mi fa male.

Perché se l'arte scoperchia tutti i mali, non è per un sadico sentimento insensato, ma è per costringerti ad affrontarli, che è il solo modo per provare poi una gioia autentica.

Non abbiate paura quindi di scoperchiare quel vaso, anche se doloroso è la scorciatoia per conoscersi e conoscersi è alla base della felicità. 

buona giornata

un abbraccio  

Giui :)