Inspiration Friday // Skeleton tree di Nick Cave and the bad seeds

E' difficilissimo rispondere alla domanda:
"Quale è stato il tuo concerto preferito?"

Eppure, quasi senza indugio io risponderei Nick Cave and the bad seeds a Lucca per il tour di Push the Sky away.
Nick Cave è l'incarnazione del concetto di magnetico.
Una piazza gremita, ma ti sembrava che stesse cantando solo per te. Ognuno di noi credeva stesse cantando solo per lui.
Dietro le tende a lato del palco, due visi angelici spuntavano ogni tanto, la prima cosa a cui abbiamo pensato è che fossero i gemelli Earl e Arthur.
Mi ricordo benissimo di aver pensato: "Come deve essere avere come padre Nick Cave?"

Non ho mai trovato una risposta a questa domanda.
Il Luglio dello scorso anno però ricordo di aver pianto come fosse venuto a mancare un mio amico, appena ho scoperto della scomparsa di Arthur.
Quindi no, non posso dire di essere stata imparziale nell'ascoltare questo Skeleton tree.
So che Cave ha iniziato a scriverlo prima di quel 14 luglio, ma tutto l'album a me sempre un'esorcizzazione del lutto.
Ho riascolta Jesus Alone, I need you e Skeleton Tree per piangere tutte le lacrime, frenate da muri invisibili, che non avevo pianto.
 

Per me questo album è una terapia del dolore.
Che ti dice come il dolore non si può guarire.
Ho letto una frase, tempo fa, di Clarissa Pinkola Estès, che diceva:

"Nessuno può completamente sfuggire alla sua storia"

Nessuno può completamente sfuggire al suo dolore.
Lo può assecondare, lo può alleviare, può imparare a conviverci, può esorcizzarlo, scrivendo canzoni, facendolo diventare arte.

Buon ascolta,
Piangete tutte le lacrime che avete da piangere,
perché una volta piante,
sono meno pesanti.

Un Abbraccio,
Giui