osservazioni, contemplazioni, nuove azioni

Avevo programmato tutto, pianificato ogni singolo elemento, predisposto nel dettaglio e stavo seguendo i programmi come una guardia svizzera.
Nonostante ciò, mi sono bloccata.
Così, ho rimesso in discussione di nuovo tutto.
Il costante rimettermi in discussione sarà sempre la mia delizia e la mia rovina.
Credo che sia perché, se continui a scavare dentro di te, è più facile perdere il senso d'orientamento.
Ed io non smetto mai di scavare, non ho paura di andare in profondità di ogni anfratto del mio essere, anzi, la trovo una necessità fondamentale.
Un'amica di mia madre, che sta facendo un bel percorso di cambiamento nella propria vita, durante uno scambio di opinioni sulle nostre visioni, mi ha detto:
"Che strano però, per una ragazza così giovane, interessarsi a queste cose...dedicarsi a questi percorsi...di solito vi si approda più in là, quando la vita ti mette davanti dei segnali"

Io sono quel "Che strano però". 
Non ci sono stati segnali, semplicemente non ricordo di non averlo mai fatto.

Oggi, mi sembra di aver capito che la vita sia composta da veli.
Lo sbaglio è credere che, tolto il primo faticosissimo velo, sia fatta...
Scambiare l'inizio per la fine...
Perché così è: il primo velo è il più difficile da levare, ma dopo di lui ve ne sono tanti altri. Ogni velo che leviamo, è uno stato di consapevolezza più profondo.

4A368A48-6EB1-4FE8-B674-4903900029C8.jpg

Ecco perché, ci saranno nuove pianificazioni e nuovi blocchi.
Nuovi autunni e nuove primavere.
Ogni volta, come questa, sarà il mio centro a salvarmi.
L'ho capito grazie ad il corso di Antigravity Yoga che sto seguendo.
Ogni volta che si parte, lo si fa sotto la linea verticale a cui è appesa l'amaca, poi ci si lascia andare, si sperimenta volo, resistenza, fiducia, scopri nuove prospettive, fino a perdere il senso dell'orientamento, cosicché devi tornare sotto la linea verticale, per il recupero e ritrovare il tuo equilibrio.

E' così anche nella vita e nella scoperta del sé, ogni volta che torni alla tua linea verticale, percepisci come si sia fatta più solida, vi siano più appigli, tu sia più sicura, ma soprattutto capisci che questo è dato dai volteggi e dalle sperimentazioni che hai fatto nell'aria, senza terra e sicurezza sotto i piedi.

Così è stato, anche questa volta.
Sono tornata in assetto e lo spazio che ho trovato, era si lo stesso, ma allargato, in qualche modo ancora più corrispondente a me.

Ogni giorno che passa, assomiglio sempre di più a me stessa,
così, voglio che sia per il mio lavoro.

Bene, dopo questa epica sull'essere e non essere?
Come ho trasformato questo pensiero in concreto, nel campo lavorativo?
In un piccolo grande modo: ho rivoluzionato i miei servizi, tutti.
[non solo, ma il resto ve lo svelerò pian piano]

servizi fotografici di famiglia

Oggi voglio presentarvi i nuovi servizi dei "Racconti di Famiglia".
Hanno nomi nuovi e nomi antichi, alcuni sono stati rivisitati, altri sono delle complete novità ("soulportrait" e "una giornata senza pretese"), di cui vi parlerò meglio nei prossimi giorni.
Ho sistemato anche tutto il portfolio...nonostante, lo ammetto, mancano ancora molti servizi, di cui voglio raccontare la storia pian piano, senza fretta, perché se una cosa è certa, il mio mondo è per quelli che sanno aspettare.

Sta di fatto che sono contenta del lavoro svolto!
Le proposte che ora faccio ai miei clienti, segnano sempre più quello che per me significa essere aedo contemporaneo.
Cosa ne pensate voi?

Buon dis-velamento,
che ogni giorno sia sempre un approfondimento di noi stessi.
Un abbraccio, con tutto il mio cuore.
G