Ancora sul concetto di casa

Uno dei primi temi che ho affrontato attraverso l'arte è stato il concetto di "CASA".
Ho cambiato tante case da quando sono approdata su questa terrà e tutte quelle dell'infanzia e della prima giovinezza ruotano intorno ad una piccola città da un nome che ho spesso creduto fosse un ossimoro: Piacenza.

Piacenza da Placentia, colei che piace.

Uno dei problemi alla base del mio senso di inadeguatezza al mondo, di questo sentirsi costantemente in prestito, in attesa di, in apnea fino a, soggiace al fatto che il luogo in cui mi sento veramente a casa non è fisico.

Può essere un libro o una melodia, un minuto da sindrome di Stendhal davanti ad un paesaggio o un quadro, un'eccitazione data da un profumo, o in una lacrima che bagna gli spazi bianchi tra le parole di una poesia di Montale.

Se casa è un etere metafisico, ma non ha radici concrete è un gran bel pasticciaccio brutto, che non puoi dipanare suonando al 219 di Via Merulana.