Fotografare è un'azione di autoscoperta

Dipingere è azione di autoscoperta. Ogni buon artista dipinge ciò che è.
— Jackson Pollock

Ho sempre amato questa frase di Jackson Pollock.
E' stato un mantra per me nei primi approcci all'arte.
Che lo si voglia, o meno, qualsiasi atto artistico è espressione del sé e può esser trasformato in un impulso per dedicarsi alla ricerca di se stessi, impulso che può venire accolto oppure continuamente ignorato.

La fotografia è un'arte che è accessibile ai più. Se per dipingere, realizzare sculture o strutturare performance servono tecniche e metodi non facilmente alla portata di tutti, per fotografare oggi basta uno smartphone. Il che non significa che ogni foto realizzata con lo smartphone sia arte, ma ogni foto realizzata diventa un mezzo di comunicazione visiva che veicola il nostro pensiero, che più o meno strutturato, è caratterizzato dalla nostra visione personale del mondo.

Che lo vogliamo oppure no tutto ciò che fotografiamo e come lo fotografiamo parla di noi.
L'importanza che diamo ai soggetti, i soggetti stessi che scegliamo, la composizione, la scelta di inquadratura, non sono altro che una mappa psicologica del nostro "io", ecco perché mi piace dire che:

La fotografia ci smaschera tutti

Questa visione a dir la verità arriva da molto lontano, da un signore che immagino piccolino e con i baffi, ma sempre con la battuta pronta, il signor Plotino ed il suo neoplatonismo, in cui si trova l'idea che l'anima scriva incessantemente di sé, che la psicologizzazione sia un'operazione continua, perciò ogni nostra opera/azione altro non è che un'azione di autoscoperta.

Giui is not an artist

Al signor Plotino si lega un altro signore, che per me è importantissimo, uno di quelli che avrei voluto come padrino o come autista del pulman, che mi accompagnava a scuola al mattino, invece l'autista del pulman che ho preso per anni sbraitava spesso, chiudeva le porte in faccia a quelli che arrivavano di corsa alla fermata, perché si erano fermati a sognare ad occhi aperti e dubito fortemente conoscesse Jung.

Jung parla dell'immagine come "immagine fantastica, una concezione proveniente dal linguaggio poetico, che nasce dall'interno, inconsciamente, come espressione condensata della situazione psichica totale"

La psiche crea incessantemente immagini fantastiche, chiamate archetipi.
[Ok, se state ancora leggendo fin qui, siete pazzi, ma vi voglio bene.]
Queste immagini archetipe fanno parte di tutti noi, collegano ogni essere umano con tutti gli esseri umani che l'hanno preceduto, che vivono ora e che verranno: arrivano dall'inconscio collettivo.
Ecco perché sono così potenti.
Noi produciamo immagini che vanno ad attingere a quell'inconscio collettivo, che come "canti di sirene" possono attirare chi le guarda verso quella dimensione che è per tutti la casa primordiale.

Giui is not an artist

Friedrich Creuzer, un amico che mi sono fatta durante il penultimo ponte di festa, anche lui della compagnia di Jung, definisce quest'operazione "dono ermeneutico", ovvero, la capacità di immaginare in modo mitologico, che è un'arte simile a quella del poeta.

Perché ho passato gli ultimi due ponti con il sole fuori ad indagare su questo argomento?
Beh, da una parte perché semplicemente mi piace, anzi, lo adoro. Dall'altra perché queste ricerche mi sono servite per spiegare come "trovare il proprio stile", uno dei capitoli del mio prossimo ebook "Style, Styling e Storytelling" [si, proprio il super progettone del 2017 di cui vi ho parlato!]

Uno dei primi esercizi del libro è questo: "realizza un autoritratto"
Perché, se fotografare è azione di autoscoperta, figuriamoci quanto possa esserlo auto-fotografarsi. Vi è un'accortezza però. L'idea è quella di realizzare un proprio autoritratto andando ad attingere alle immagini più profonde che abbiamo dentro di noi, senza pensare a cosa voglia significare.
Dato che per predicare bene bisogna anche "razzolare", mi sono messa in gioco in prima persona.
E vi posso assicurare che data la mia timidezza ed il mio senso estremo di pudore è cosa rara.
Ecco, queste che vedete in questo post sono le immagini uscite da un tentativo di connessione con l'immagine archetipa che ho di me.

Cosa dite, intanto che aspettate l'ebook va di provare a fare questo esercizio anche a voi?
Vi va di realizzare un autoritratto connesso all'immagine più profonda che avete di voi?
Potete mandarmelo a giui.giuliarusso@gmail.com
Non dovete spiegarlo, dovete semplicemente lasciarvi andare.

Che tutti noi possiamo sempre immaginare:
Che l'immaginazione resti la forza di potenza più grande per riconnetersi con sé stessi e il mondo.
Vi abbraccio, aspettando i vostri ritratti immaginati.

Buona giornata!
Giui