Diventare madre è come esser vox media

Quando ho deciso che avrei fatto della mia passione il mio lavoro mi sono ripromessa che avrei continuato anche a fare della mia passione la mia passione.
Per me questo ha sempre significato continuare a coltivare i miei progetti fotografici personali, oltre che quelli lavorativi [qui si dovrebbe aprire un capitolo a parte, di cui un giorno mi piacerebbe parlare]. Dei miei progetti personali non parlo spesso, per pudore fondamentalmente e perché aspetto che vi siano le circostanze non giuste, ma perfette e per sapere che queste sono arrivate, mi affido al cuore.

Così questa settimana ho deciso di svelarvi il mio ultimo progetto personale completato.
Un progetto che è nato nel mio pensiero per quel tanto criticato "fertility day", in cui, con campagne grafiche alquanto discutibili, si ricordava alle persone in età fertile di "darsi una mossa".
Per me, giovane donna in età fertile, quell'operazione era stata un insulto, prima al diritto di libertà di procreare o meno che ogni essere umano dovrebbe possedere su questa terra e poi alla cecità di un sistema che invece di interrogarsi sulle difficoltà, sulle paure, sui dubbi in cui può incorrere chi ha deciso di fare questo passo. Accusare invece che aiutare [in ogni senso].

maternità personal project giui russo

Da qui è nata una mia personale riflessione sul diventare madre, su cosa questo voglia dire per una donna. Adoro fotografare donne in dolce attesa, perché le trovo di una bellezza particolare, strabiliante, tanto da aver dedicato un album apposito a questo tema nel mio portfolio. Riguardandolo però mi sono chiesta: "possibile che questo rapporto con la maternità sia esclusivamente positivo?". Immagino che chi scelga di realizzare un servizio fotografico di maternità il giorno dello shooting sia giustamente più focalizzato sulla bellezza del momento, sulla poeticità di essere portatrici di vita, che è quello che vado a sottolineare con i miei scatti...ma questa non può essere una visione completa del tema

maternità personal project giui russo
Nessuno stato è così simile alla pazzia da un lato, e al divino dall’altro, quanto l’essere incinta. La madre è raddoppiata, poi divisa a metà e mai più sarà intera.
— Erica Jong
maternità giui russo personal project

Come Ying e Yang, anche in questo caso per sostenere così tanta luminosità ci deve essere altrettanta oscurità. Così, mi sono fatta raccontare da alcune donne di mia conoscenza i lati più bui del diventare madre. Quelli più neri, quelli che sono ritenuti da nascondere ancora oggi, non solo tempo fa quando la condizione di maternità era ritenuta da nascondersi del tutto.

maternità giui russo personal project

Ho poi preso tutte le luci e le ombre ed ho provato a trasformarle in immagini, grazie a Giulia, modella di eccezione senza cui ciò non sarebbe potuto essere possibile, che si è fatta corpo ed immagine delle voci di tante altre donne nella sua stessa situazione.

Quella che mi interessava avere era una visione completa della maternità, non solo quella più accettabile, consona di cui si parla.

Forse un giorno vi farò leggere anche quello che queste donne mi hanno raccontato, per il momento se volete vedere tutte le foto del progetto le trovate qui, nella sezione "altre storie", "personal project".

Mi farebbe immensamente piacere cosa ne pensate, trovate tutte le foto del progetto qui.
Intanto vi auguro una buona giornata,
che possiamo sempre accettarci nella nostra interezza senza lasciarci fare a pezzi dal costume comune, che ci vuole sempre conformanti ad una idea che bene poco ha di reale.

Un abbraccio di cuore,
G