I miei buchi di rabbia

Per anni sono stata vittima inconsapevole di un sentimento che non avevo mai preso in considerazione: la rabbia.

Disagi economici, mancate socializzazioni a scuola, cose da grandi da affrontare troppo presto, non essere compresi in casa propria, sentirsi sempre diversi, successi che non arrivano mai proporzionali agli sforzi. 
Tutte queste esperienze, traumi che fan parte di quel corredo esperienzale che più o meno, con qualche differenza, ci portiamo dietro tutti, sembravano aver lasciato residui di malessere, che solo dopo un intenso scavare ho capito non fosse tristezza, ma rabbia. Semplicemente rabbia.

Mi sono resa conto che tra tutte le esperienze negative passate, la cosa di cui ero più vittima era il mio senso di vittimismo, che fossi vissuta qualche anno prima e fossi stata brava a scrivere, almeno l'avrei potuto riciclare nel circolo dei poeti maledetti, andando a bere qualcosa con Baudelaire.

Invece ora che i poeti maledetti sono finiti, che ci sono rimasti al massimo Vasco Brondi e Calcutta, considerato che sono stonata e non vi è nulla che io sappia suonare, con quel sentimento non posso farci proprio più nulla.

Giui is not an artist

La rabbia è il risultato di fantasmi che non riposano in pace perché nessuno se n'è occupato

 C.P.Estés.

Per anni, il mio stato d'animo è stato ricattato dal mio stesso rancore.
Una rabbia che girava tutt'intorno al mio Ego.
Al mio essere vittima di situazioni.
Ma essere è uno stato di volontà.
Siamo noi che abbiamo arbitrio su come sentirci e spesso è molto più facile rinunciare alla possibilità di averlo per lasciarsi trascinare dalla corrente, dato che l'autodisciplina per fermarla ed iniziare a remare nella direzione che vogliamo richiede uno sforzo enorme. E N O R M E.

Passare dal "nessuno mi capisce perché sono troppo diversa" al "cerco un modo per fare capire a tutti la mia diversità" è un'azione propositiva che trasforma un meno in un plus. Trasforma la rabbia dell'essere incompresi in gioia dell'esprimersi e condividere [ecco perché sono un'introversa a cui piace condividere] 

giui is not an artist

Certo vi sono situazione in cui fermare la corrente sembra impossibile, sembra richieda sforzi da titani e la tentazione di lasciarsi trascinare dal flusso è sempre più forte, perché troveremo sempre un nuovo amico pronto a comprendere la nostra visione, una giustificazione razionale che alimenta la nostra rabbia, perché non dico che la nostra rabbia non sia corretta.
Spesso la rabbia che proviamo è ben fondata, ma il fatto che sia lecita non la rende per noi meno nociva.
La rabbia stagnante si trasforma in rancore ed il rancore è il peggiore delle tarme dell'anima.
Scava buchi che richiedono sforzi ed energie disumane per esser ricuciti.
Pensate a tutte queste energie: quelle utilizzate nel provare rabbia, nel metabolizzarlo rancore, nello scavare il buco dell'anima e nel ricucirlo.
Quanto avremmo potuto creare con tutta questa energia?
Quanta gioia avremmo potuto immettere nel mondo con questa energia?

Giui is not an artist

Personalmente ho individuato i miei buchi di rancore e pian piano sto provando a ricamarci su.
A volte toppe che credevo bene salde saltano via senza preavviso, altre per ora sembrano tenere, altre ancora le ho ricucite tante di quelle volte che aspetto solo esplodano per ricucirle ancora.
Ho capito che la cosa più importante è evitare che si creino altri buchi, così cerco di trasformare l'energia della rabbia appena mi sale in qualcosa di proficuo.
E' difficilissimo per chi, per anni, quella rabbia l'ha accantonata, come fosse accumulatore seriale, senza neanche sapere che lo stesse facendo.
Ho già abbastanza buchi da riparare, non voglio trovarmi con l'anima a brandelli, perciò mi allenerò a distinguere la rabbia mascherata da tristezza e nostalgia e farò si che sfumi nell'aria, come un palloncino senza più elio.

Anche voi avete buchi di questo genere?
Quali sono?
Quali modi avete trovato per ricucirli?
Io ci sto provando con delle sorta di "meditazioni fotografiche".
Giornate in cui cerco di catturare in un agglomerato di pixel tutti i moti delle ferite ancora aperte.

Che ognuno di noi possa prendersi cura dei propri buchi,
ma soprattutto che ognuno di noi impedisca che se ne creino altri.

Vi auguro una buona giornata!
Un abbraccio,
G