Tutto quello che mi ha insegnato il mio gatto

A Maggio dell'anno scorso è entrato nella mia vita, per stravolgerla completamente, un felino dal carattere decisamente peperino. Quest'anno invece si è avverato un sogno che avevo da un po', è entrato a far parte d̶e̶l̶l̶o̶ ̶z̶o̶o̶ della famiglia un cucciolo di dogo argentino. Intanto che testiamo una sana e pacifica convivenza, anche con il carlino affidato ai miei genitori che abita alla porta accanto, mi sono soffermata su quanto nessuna di queste presenze sia capitata nella mia vita a caso. In così poco tempo hanno stravolto la mia esistenza ed è evidente che se le nostre vite si sono incrociate è per insegnarmi qualcosa di importante.
Partiamo dal mio gatto, che è maschio, ma all'inizio credevamo fosse femmina, così l'ho chiamato Bjork, ma tanto in pochi sanno che Bjork è un nome femminile [in onore di una delle mie cantanti preferite] e quindi è rimasto Bjork.

Cosa mi ha insegnato il mio gatto?
A non aver paura della morte.

Ad Agosto dell'anno scorso un triste evento mi ha ricordato quale sia una delle difficoltà maggiori della mia vita: superare i lutti.
La mia paura e la mia rabbia nei confronti della morte è cresciuta negli anni in modo esponenziale, così quando questo batuffolo di pelo sprezzante e graffiante è entrato a far parte della mia vita ho creduto di poterlo tenere al sicuro, sotto la mia eterna protezione, perché non incombesse in nessun pericolo. L'idea che potesse uscire di casa, così piccolo ed indifeso, ad affrontare pericoli più grandi di lui mi terrorizzava e vivevo in ansia ogni giorno. Ho provato di tutto, ma lui riusciva sempre a scappare [è uno scassinatore fantastico e probabilmente nella vita precedente era un ladro] e quando non riusciva si trasformava in una iena con gli artigli distruggendo casa e diventando inavvicinabile. Un'altra cosa che mi ha insegnato il mio gatto è quindi che:

Protezione è accogliere, ma non costringere.

Così la mia porta è sempre aperta, aspettando che lui torni, quando più desidera, lui è che l'emblema della libertà e dell'indipendenza. Ai primi giorni di ansia totale in cui non riuscivo a far nulla per paura che non tornasse ne sono seguiti tanti altri ed ora ogni volta che esce so che tornerà, [è molto meno indifeso di quello che immaginavo, è ancora meno indifeso di me], ma so che potrebbe anche non tornare [è già stato dato per morto e disperso almeno un centinaio di volte]. Quando torna è però un gatto completamente diverso da quello che era prima. Mi viene a cercare, si lancia in fusa rumorose, mi chiama con il suo miagolio diverso per ogni cosa che desidera ed a volte decide di passare la giornata a poltrire vicino a me. Insomma, ancora mi ha insegnato che:

L'amore vero è quello che non priva di indipendenza.

Potrei scrivere un libro intero su tutto quello che ancora mi ha insegnato questo piccolo felino, tutto muscoli ed occhi strabici. Ogni tanto quando entra di soppiatto in casa, con un'eleganza che mi sembra divina quasi mi commuovo. Non avrei mai creduto di poter amare incondizionatamente, senza paura.

La prossima volta mi piacerebbe parlarvi di quello che mi ha insegnato l'ultimo nuovo arrivato.

Buona giornata!
Un abbraccio,
Giui