Buon compleanno di cocci rotti e brillantini.

Come ogni anno, l'11 Agosto per me è la giornata più fredda dell'anno, del mese più freddo dell'anno, perché è quella in cui volente o nolente ti trovi a fare il punto della situazione. I miei 29 anni mi hanno trovata frantumata in cocci, nonostante passi una vita alla ricerca della mia interezza: intrugli magici, letture mistiche, pratiche quotidiane, diete salutari, ricerche spirituali...ma per la maggior parte del mio tempo sono rotta.

Vorrei costruire certezze granitiche, mi ritrovo costantemente con pensieri sgretolati.

Per strane congiunzioni astrali è capitato nell'ultimo anno, che su più fronti abbia raggiunto l'effimera interezza, ma quando, come per un algoritmo dispettoso, l'equilibrio si è rotto, mi sono frantumata in pezzi ancora più piccoli.

Trai miei 26 e 27 anni si sono rotte tantissime cose.
Quando si rompe qualcosa con te stesso, perché guardandoti allo specchio, se una volta riuscivi a riconoscerti, ora il tuo corpo si mostra diverso da come lo ricordavi, ha tempi e ritmi che non conosci, così come la tua mente ha pensieri che poco tempo prima avresti rinnegato, si sente un rumore assordante.
Quando si rompe qualcosa con chi ami, perché crescere insieme è sincronizzare il ritmo, ma i ritmi cambiano, gli interessi si evolvono, si incrociano infiniti bivi e percorrere la stessa strada, alla medesima velocità sembra quasi un miracolo, si sente un rumore assordante.
Quando si rompe qualcosa con un amico, cui avresti potuto finire le frasi e nei cui pensieri ti sei sempre ritrovato, perché non vi è un perché, ma semplicemente avviene, si sente un rumore assordante.
Quando si rompe qualcosa con il tuo lavoro, perché confondere passione e lavoro, lavoro e passione, ti porta ad esserne schiavo e ti fai domande che non ti saresti posto mai, si sente un rumore assordante.

Giui is not an artist

Ci sono milioni di cose che si possono rompere in un anno ed io sono bravissima a rompere, ma molto meno ad aggiustare, così, spesso, butto via.
Non credo che buttare via sia un male, anche quello è un processo di crescita e a non buttare mai via niente si corre il rischio di diventare accumulatori seriali di sentimenti stantii.

Posso dire che questi 29 anni mi trovano rotta, ma con la capacità di scegliere cosa aggiustare e cosa buttare.

E credo sia una conquista non indifferente. Se da una parte sto realizzando un'opera di decluttering che neanche Marie Kondo, dall'altra, sto iniziando a praticare un'altra antica tecnica giapponese, quella del Kintsugi, ovvero di riparare con l'oro le mie fratture.

Avevo finito l'ora ed allora vi ho messo brillantini.

Buon compleanno a me, con sempre più rughe e più fratture, ma da ora con la capacità di esaltare ognuna di queste con i brillantini più brillanti di tutti.
E' questa la cosa che posso augurare ad ognuno di voi:
Scegliere cosa buttare e cosa riparare...per farlo nel modo più luccicante possibile.

Un abbraccio immenso,
di cuore. Frantumato e luccicante.
Grazie, grazie, grazie.

Giui