Cosa vuol dire essere Aedo?

Poco tempo fa vi ho parlato del mantra su cui baso la mia vita lavorativa e personale: fai dell'ordinario una poesia.
Oggi voglio parlarvi di un altra definizione del mio ruolo lavorativo, che desta sempre abbastanza curiosità, ovvero "Aedo Contemporaneo".

Se avete avuto la fortuna di non spaccarvi la testa su versioni di greco al liceo, o di imparare a memoria i primi versi dell'Iliade in metrica e lingua originale, probabilmente e giustamente sarà per voi una parola nuova.

Aedo deriva da ἀείδω, verbo greco antico che significa "cantare", infatti egli era quella figura che cantava le gesta degli uomini, ma soprattutto degli Dei, componendo poemi che venivano tramandati ai posteri oralmente. Il più famoso Aedo di cui abbiamo sentito parlare è Omero, colui che ha messo per iscritto l'Iliade e l'Odissea.

Sono sempre stata affascinata dalla figura di Omero e l'epica mi è sempre piaciuta tanto, che non capivo come potesse essere considerata materia scolastica (da qui si deduce quanto poco invece mi piacesse tutto il resto).
In molte opere d'arte precedenti a quando decidesse di fare la fotografa vi sono richiami al mondo epico. Sono appassionata in generali di miti, ho un'ossessione per le favole e tutto ciò che si racconta, così quando ho deciso che cosa volevo fare da grande mi è venuto naturale pensare al Cantastorie, o forse a quello che oggi è più semplicemente chiamato Storyteller.

Mi sono chiesta però in quale modo solo mio potessi fare lo Storyteller.

Quale modo mi appartenesse di più per svolgere questo lavoro?
In che modo solo mio potessi dar beneficio al mondo attraverso questa professione?

giui is not an artist

Mi stavo ancora ponendo la domanda che già nella mia mente era comparsa la figura di Aedo. Se fossi nata nell'Antica Grecia sicuramente avrei sognato di essere Aedo, ora potevo fare finalmente ciò che per cui mi sentivo nata.
Ho aggiunto l'aggettivo "contemporaneo" un po' perché temevo che Omero e colleghi potessero infuriarsi ad una mia auto proclamazione come tale, un po' perché invece che la lira utilizzo quello lo strumento che è per me emblema della contemporaneità, ovvero la macchina fotografica, un po' perché se i cantori antichi focalizzavano i loro miti sui Dei e figure semi divine, a me quello che interessa raccontare è la vita delle persone comuni. Se pensassi come Nietzsche che Dio è morto mi sarei potuto definire Aedo Post Moderno, ma in realtà la mia idea di base è che ognuno di noi si porta dentro un seme divino, ognuno di noi appartiene all'Uno, è espressione del Tutto e vedo in questa Contemporaneità la chiave di pace per ristabilire questo legame.

Credo ahimè di essermi dilungata infinitamente sull'argomento, mi spiace tanto e se sei arrivato fin qui ti meriti più di quello che posso offrirti, ma è che parlare di questo argomento mi accende, mi fa sentire quel brivido su per la schiena, come quando ci si innamora per la prima volta, anche nelle giornate più nere, tipo quelle in cui arrivano i contributi da pagare, pensare al perché ho deciso di essere Aedo Contemporaneo mi fa sentire esattamente dove vorrei essere, mi fa sembrare che sono un pezzettino di un grande puzzle, ma incastrato nel posto giusto.
Due semplici parole, che per me sono sintesi dell'essere.

E tu?
Che lavoro fai? Soprattutto, chi hai deciso di essere?
Riusciresti a sintetizzarlo in due parole?

Intanto ti mando un grande abbraccio e ti auguro buona settimana,
Giui