L’infallibile ricetta per realizzare un sogno.

I sogni possono realizzarsi, ne ho la conferma tutti i giorni che apro la porta di F64 Photography.
Che cos’è F64 Photography? è un studio/negozio di fotografia analogica in provincia di Piacenza, gestito da Simone [che oltre ad essere uno dei miei eroi (l’altro si chiama Lorenzo e va alle medie e prima o poi ne parlerò)] è il mio compagno di vita [non siamo sposati né abbiamo la residenza allo stesso indirizzo, ma se penso alla parola "compagno di vita" il sinonimo che mi viene in mente è lui].

Perché è un sogno realizzato?

Perché tre anni fa Simone per aprire F64 ha lasciato un posto fisso a tempo indeterminato, con me che lo incitavo a farlo, nonostante sapessi che aprire un’attività in proprio a meno di trent’anni avrebbe cambiato completamente la nostra relazione, che fino ad allora poteva contare principalmente sulla sua presenza costante nelle mie attività artistiche personali. Immaginavo che ciò avrebbe voluto dire molto meno tempo per noi e più sacrifici, ma in realtà nessuno dei due sapeva davvero cosa volesse dire, se no non l’avremmo mai fatto.

Perché se sei del tutto consapevole di quello che ti aspetta..non ti butti.

Certo, non avremmo mai immaginato che in tre anni saremmo cresciuti entrambi di dieci, che ci saremmo trovati a lavorare sette giorni su sette, a far girare le rotelle giorno e notte per far funzionare la cosa, a renderci conto, un giorno, che i nostri discorsi vertono per lo più sul lavoro, a passare più venerdì sera con le luci spente a lavorare in negozio che ai concerti a bere birra, a lottare con la burocrazia, a cercare di sopravvivere in un mercato del lavoro che è schiacciato da chi dovrebbe favorirlo. A fare tutto questo e comunque renderti conto che non è abbastanza e c’è tanto altro da fare. Ci sono sere in cui, mentre i tuoi coetanei sono fuori a divertirsi, tu sei in casa, che ti senti addosso il doppio degli anni della tua età e devi risolvere problemi apparentemente irrisolvibili. Rimpiangi la vita di prima, più facile, il tempo libero che avevi e la leggerezza di uscire dal lavoro e non avere più pensieri.


A volte succede che ci lamentiamo tantissimo, ma ci siamo dati la regola di non farlo più di una volta al mese, per il resto abbiamo fatto un patto: ricordarci che siamo “pirati” e il nostro motto è “work like a captain and play like a pirate”.
Continuiamo a ripetercelo e ridiamo, in un attimo ci accorgiamo di essere ancora bambini.
Più raramente di prima, ma ogni tanto, ci prendiamo qualche serata per noi, aboliamo i discorsi di lavoro e torniamo ad essere i ragazzini sotto al palco di un concerto o che partono senza un itinerario per un viaggio all’avventura.
Poi ci sono quelle giornate, che non te lo aspetti, ma le soddisfazioni arrivano a palate e ti senti che puoi conquistare il mondo.

Perché ho voluto raccontare di questo sogno realizzato?
per condividere un’esperienza vera, che credo possa aiutare tante altre persone indecise se fare o no un grande passo.

Da questa esperienza io ho imparato che, parafrasando Wilde, l’unico uomo che ha più illusioni del sognatore è l'uomo d’azione, perché i sogni non sono rose, ma per lo più spine e carte, conti, numeri da far quadrare e per farlo devi agire più che pensare. 
Ho capito che spesso i sogni si portano a termine meglio in due o in un team consolidato e per me che sono un’individualista nata è stato un grande passo accettarlo.
Poi ho imparato che cominciare è solo l’inizio, il difficile viene dopo e non c’è una scelta giusta o sbagliata, ma c’è solo una scelta, la propensione a migliorare e migliorarsi, il fatto che poi ci vuole anche un po’ di fortuna e che la forza d’animo non è mai abbastanza.
Per me che ero una persona così astratta, capire che i sogni hanno una parte concreta è stata la chiave che me li ha fatti trasformare in obiettivi.

Se esiste la ricetta segreta o il libretto di istruzioni per realizzare i propri sogni, io di certo non lo ho, ma finalmente ho le idee chiare, le maniche tirate su e spirito di sacrificio, così l’unica cosa che posso dire a chi sta provando a portare a termine il proprio obiettivo è: tranquilla/o non è vero che agli altri va sempre tutto bene, solo c’è chi Sa nascondere meglio che ogni tanto gli va male, non mollare e vai avanti, quando ti sembra di aver fatto abbastanza, fai ancora di più. Fai pace con i numeri, ma mantieni quella dose di incoscienza che ti permette ogni tanto di spiegare le ali oltre la quotidianità.

Buoni sogni, o meglio, buoni obiettivi programmati e alati a tutti.


Giui