Sogni pronti a galoppare!

E' andata.
Il Cavallo SalvaSogni ha cavalcato per i tre giorni di Tendenze nonostante qualche acciacco iniziale.
"Esporre" in un luogo non tradizionale può avere delle controindicazioni: stai offrendo un messaggio a chi non ha chiesto che gli venisse offerto.
Se entro in un museo o in una galleria d'arte sono io che sto scegliendo di ricevere il messaggio e presumibilmente corpo e animo sono predisposti ad ascoltare.
Se invece mi imbatto casualmente in un-qualcosa-non-ho-ben-capito-cosa-che-aspira-ad-essere-messaggio artistico non sempre il mio corpo o la mia anima sono nel momento giusto per ascoltare.
Potrei essere troppo triste, troppo felice, troppo depresso, troppo ubriaco, troppo stanco o troppo indaffarato [ma se sostituisco troppo con "non abbastanza" il significato non cambia] per poter/voler prestar attenzione a ciò che mi trovo davanti.
Beh, perdincibacco, è proprio questa la problematica ma fascinosa sfida della Street Art e simili!
Non sai come può reagire colui che guarda. 
Potrebbe tirare un pugno o lasciarsi trasportare abbracciando ciò che ha di fronte.
Per fortuna le reazioni maggiori sono state del secondo tipo, perché il cavallino ha un cuoricino fatto da pannolenci sensibile da lavare in lavatrice col programma super delicato.
Il Cavallo SalvaSogni è stato prima di tutto un esperimento sociologico. 
Io sognavo di costruire un cavallo che facesse sognare la gente. Questa è la dimostrazione che alcuni sogni possono avverarsi.
Bando alla prolissaggine, ecco alcune [pessime, mie] foto che vogliono cercare di rendere idea di cosa sia successo in questi ultimi tre giorni.
















...e grazie a quelli che non si vergognano di sognare...