Capitomboli di una portatrice sana di allegria


Sono troppo piccola per affrontare una settimana di Lunedì.

Ho pensato stamattina appena aperto gli occhi.
Poi, mi sono alzata, mi sono vestita di colori autunnali e mi sono immersa nel mondo.
Il mondo mi ha regalato la neve.
Le magie della neve sono quelle che ti permettono di tornare a casa prima da lavoro per paura di rimanere bloccata con la macchina senza gomme invernali, perché, prima o poi le farò mettere, ma fra il prima e il poi c'è di mezzo un inverno e a furia di poi arriva primavera e allora cosa le metto a fare le gomme invernali?
E si, ho dovuto portarmi il lavoro a casa, ma vuoi mettere lavorare chiusa nello studio in città
con il lavorare seduta nella mia cucina, con il mio amichevole Mac, sorseggiando il mio thé preferito nella mia tazza preferita, guardando fuori dalla porta-finestra la neve che cade inesorabile?
Eppure...
Sarà la neve, ma oggi ho nel cuore un vago tremolio di stelle.
Sarà che non sempre è facile essere portatori sani di allegria.
Sarà che di solito mi viene naturale sorridere e saltellare [no. Non sono una persona composta, ma si è mai vista allegria composta?], invece oggi no.
Sarà perché è un periodo difficile?
Sarà la crisi economica, sociale, culturale, il mio mal di stomaco, la paura del futuro, l'ansia di non riuscire a realizzare ciò che voglio, il poco tempo, le incertezze, l'indecisione, il fatto che ho finito il cioccolato, sarà questo sarà?

Sarà qualsiasi cosa sarà.


Ma, da G. a G. devo rimproverarmi:

Togliti il tremolio di stelle dal cuore G., impugna le tue scatolette del buonumore e torna ad essere portatrice sana di allegria.
Non ce la fai?
È difficile scrollarsi di dosso il caldo torpore dell'auto commiserazione?
Comincia ad essere portatrice insana di allegria.
Non ti viene da sorridere? Sforzati, anche se non sorridi dentro.
Il sorriso è contagioso anche su se stessi.
Vedrai che tornerai presto ad esser sana.
Se mi fai ancora l'elenco dei tuoi problemi e di quanto sei stanca me ne vado e cerco una G. Migliore. O anche una B, D e perché no, Z.
Beh, mi spiace ma non puoi liberarti del tuo Es.
Quindi cerca la forza e sorridi.
Fallo G. Fallo.

Pensa a tutte le cose belle: sedersi dopo 10 ore in piedi, scaldarsi dopo una camminata al freddo, le impronte di scarpe sulla neve fresca, un abbraccio lungo, cucinare senza fretta, il cioccolato bianco, il profilo di Simone, la lana morbida, le chiacchiere sincere, fare i cupcakes per le amiche, le foto di notte coi tempi d'esposizione lunghi...