Di donne, ferri da maglia e altre meraviglie

Ed ecco, è arrivato l'8 Marzo!
Dando un'occhiata alla piazza più popolare della mia città, si nota cosa avevamo in serbo per questa giornata, cosa il pazzo sferruzzamento di questo ultimo mese si auspicava avvenisse. 
Ed è avvenuto, per tutti i ferri e gli uncinetti del mondo se è avvenuto!
Purtroppo, causa noiosissimi e doverosissimi impegni universitari, non ho potuto prender parte all'atto del vestimento in sè, che superfortunamente è stato documentato da il fotografo/videomaker Diego Monfredini e che è possibile leggere e vedere qui.

ATTENZIONE, LA VISIONE DI QUESTE IMMAGINI POTREBBE URTARE IL CINISMO DISINCANTATO E IL MASCHILISMO PROVATO DI ALCUNI SOGGETTI!

dopo alcune sventurate avventure sono riuscita a rientrare da Milano e ovviamente sono passata a prendere qualche testimonianza veloce dell'evento :)









Questo, il più bruttino, forse, è il mio pezzetto.


Appena svilupperò il rullino della Minolta ne posterò altre più sentitamente analogiche.

Oggi è un oggi che mi piace. Adoro questa festa. Per me è una commemorazione a tutte le vere donne che popolano, hanno popolato e popoleranno questo mondo, ma in particolare ad una: la mia bisnonna Pasqualina.
La bisnonna Pasqualina era una tipica donna del sud, che di tipico aveva poco.
Non potrei descriverne i tratti, non l'ho mai vista, ma me la sono sempre lasciata raccontare da mio nonno, suo figlio.
In ogni caso, credo fosse bellissima, perché "gli eroi son tutti giovani e belli".
Ed è così che me la immagino, eroica e bellissima, incatenata, a volte, ai pali, si mormora abbia passato una anche una notte in prigione e che lei e il prete del paese non si potessero vedere.
Si, mia bisnonna era una femminista combattente e comunista, per di più.
Quando mio nonno ne parla gli luccicano gli occhi, perciò non posso credere non sia così.
Penso che sia lei la "donna selvaggia" che giace assopita dentro di me ed ogni tanto si scatena, perché quando mi manca la forza, nei momenti più duri è stata lei che mi ha fatto forza.
Forse è solo un'idea, forse ho letto troppo Simone de Beauvoir e Pinkola Estès, ma che importanza ha? l'importante è che mi dia forza.

vorrei che una donna fosse libera di tornare a casa la sera senza correre il rischio di essere violentata, in qualunque paese del mondo lei abiti
vorrei che una donna fosse libera di mettersi una minigonna senza per questo essere giudicata in un certo modo
vorrei che una donna fosse libera di non mettersi una minigonna se lo fa solo perché è l'unico modo per sentirsi attraente
vorrei che una donna fosse libera, al pari di un uomo, di fare carriera
vorrei che una donna fosse libera, al pari di un uomo, di non fare carriera, e per questo non fosse giudicata meno competente e stimabile di chi dedica la vita al lavoro
vorrei che una donna fosse libera di essere donna anche se è nata con attributi maschili
vorrei che una donna fosse libera di amare senza sentirsi debole
vorrei che una donna fosse libera di studiare e dire quello che pensa, di mettersi o non mettersi il velo, di rispettare le tradizione, di andarvi contro, di vivere e anche di morire, in qualsiasi parte del globo essa sia nata.
E vorrei tante altre cose.

Tutto questo avverrà quando tutte le femmine del mondo diverranno donne e insieme si appoggeranno l'una con l'altra, smettendo, di farsi la guerra, perché quando tutte le donne del mondo.....


La donna selvaggia porta tutto ciò di cui una donna ha bisogno per essere e sapere.


Porta il medicamento per tutto. Porta storie e sogni e parole e canzoni e segni e simboli.

Riunirsi alla natura selvaggia significa fissare il territorio, trovare il proprio branco, stare con sicurezza e orgoglio nel proprio corpo, parlare e agire per proprio conto, in prima persona, rifarsi ai poteri femminili innati dell’intuito e della percezione, riprendere i propri cicli.

La donna selvaggia è intuito, veggenza, colei che sa ascoltare. Lei è idee, sentimenti, impulsi, memoria. E’ colei da cui andiamo a casa. E’ quello che ci fa andare avanti quando pensiamo di essere finite. Lascia impronte ovunque ci sia una donna che è terreno fertile. Vive in un mondo lontano che a forza si apre un varco verso il nostro mondo.


[Donne che corrono coi lupi – Clarissa Pinkola Estés]