Dichiarazione di guerra alla "Sig. Sfiga"

Ciao, Signora Sfiga, sono ancora e sempre io, G.

Si ricorda il patto di non aggressione che avevamo stipulato qualche tempo fa?

bene, lei oggi lo ha infranto, su tutta la linea, ed io mi trovo costretta, mio malgrado, a dichiararle guerra, guerra spietata, a lei e a tutti i suoi alleati: 
il treno delle 7.27, il ritardo di due ore del professore, la signora che gioca a ruzzle da parte a me sul treno e mi guarda male mentre ricamo, i compagni di corso socievoli come una zitella acida, la carta igienica che finisce in bagno, Trenitalia, Trenord e anche la NASA, insomma, qualsiasi mezzo di trasporto pubblico che mi faccia impiegare tre ore per arrivare a casa, i fili che si spezzano, gli attacchi d'ansia e la tachicardia, lo sporco dei sedili, le mani screpolate, le coincidenze perse, la voglia di fumare, la frenesia schizofrenica dei Milanesi, le persone che sbattono le porte e le buche delle strade.
La G. di qualche annetto fa sarebbe arrivata a casa con la testa pesante, trasudando pessimismo da tutti i pori e la voglia di scappare, così come ha fatto parecchie volte.
Che vigliacca, la G. di una volta.
Finché non ho scoperto che scappare non paga, puoi cambiare università, città e persino Paese, ma prima di tutto devi cambiare te stessa, o quei problemi così pesanti  che ti opprimono lo stomaco e ti bruciano il fegato te li porterai dietro dovunque andrai, anche sotto un altro cielo, anche se intorno a te si parla un'altra lingua.
E allora, oggi, ci ho riso su.
Ho fatto finta di essere Ulisse, oggi.
Ulisse, il polytropos, che prima di arrivare a destinazione compie innumerevoli deviazioni e affronta molteplici ostacoli. 
Sono così io, mi perdo sempre, prendo senza pensarci troppo la strada più lunga e contorta e cambio rotta ogni volta che cambia il vento, finché non scelgo, per davvero.
Prendo il mio personale "complesso della scelta", guardo Kierkegaard negli occhi e gli dico: Bu! 
No, forse non è proprio l'esclamazione più appropriata, ma è quella che riassume meglio la mia soddisfazione per la scelta, per me che è così difficile scegliere perché scegliere comporta limitarsi, rinunciare.
Adesso che ho trovato la rotta però, cara la mia Signora Sfiga non c'è canto di sirena che tenga. 
Hai mai visto una G. tenace?
Credo di no, perché quattro anni fa non lo era, era una G. che si sentiva a disagio per il suo mondo così strano che non riusciva proprio a conciliare con il mondo reale.
Beh, preparati, Signora Sfiga, perché quella che ti trovi davanti oggi è una G. diversa, combattente ed eroica, l'Ulisse della nebbia padana.

E' questo che consiglio, per combattere la Signora Sfiga:
Chiudete gli occhi e sentitevi eroi. 
Sono permesse uniforme marinaresche alla sailor moon, mantelli di ogni genere, e suppellettili di ogni tipo, qualsiasi cosa che vi possa far sentire forti e combattere una brutta giornata con una bella risata.