[non] assomigliava ad un mangiatore di pane

Qui viveva un uomo gigantesco, che pascolava le greggi
Da solo, in disparte, non con altri
Stava, ma stando in disparte, non conosceva la legge.

Era una meraviglia mostruosa, non assomigliava Ad un uomo mangiatore di pane, piuttosto ad una cima selvosa Di alti monti, che appare distante dalle altre.

[Odissea: XI canto]
 
Ulisse e pane.
Odissea e pasta madre. 
Credo di non sapere bene nemmeno io dove voglio arrivare.
Si parta dall'inizio e G., per una volta G., cerca di non far confusione!
 
Parte tutto da una ventina di giorni fa, quando ho assistito al Piccolo Teatro di Milano ad un incontro-spettacolo dal nome, appunto, "Non assomigliava ad un mangiatore di pane" . I relatori/lettori erano personaggi d'eccezione, Marco Paolini, Eva Cantarella e Don Virgilio Colmegna.
Ora, per chi non si è addormentato o non è già scappato a vedere "Come è fatto" su Real Time, voglio parlare brevissimamente del soggetto dello spettacolo in questione:
Ulisse, l'Odissea e il pane.
La frase citata è riferita ad il Signor Ciclope, il quale di pane non ne ha mai mangiato e per quello, forse , devono essergli cresciuti ciuffi di pelo inognidddove, tanto da farlo confondere per una sorta di montagna.
Ora, la morale non è mangiate pane se non volete farvi crescere ciuffi di pelo indisponenti, ma:
Il pane è l'alimento che rende l'uomo umano. 
Perché? perché il pane è il primo prodotto ad essere stato lavorato dalle mani dell'uomo, che ha coltivato appositamente le materie prime per poterlo produrre.
Ah, coltivare è una cosa che gli animali non sanno fare.
 
 

Oh no, forse tutto cominciava da prima, da quando più o meno un mese e mezzo fa una mia amica mi ha regalato la pasta madre.  Ok, lo ammetto, io il pane l'ho sempre detestato, ne ho sempre mangiato pochissimo, ma l'idea del lievito naturale mi ha sempre affascinato tantissimo [sarà per il mistero della vita? non a caso, ho chiamato la mia pasta madre Zoe, "vita" in greco antico], così ho cominciato ad allevarlo, come per fare pace con, gli ormai miei amici, carboidrati.

All'inizio è stato un rapporto un po' difficile...diciamo che abbiamo avuto bisogno di conoscerci, di capire quali erano i nostri ritmi.
Ci siamo venute incontro, io le lascio il suo tempo per lievitare, lei mi permette di panificare ottimamente anche con la macchina del pane, per ottimizzare ogni mio minuto.
Siamo due esseri molto diversi io e la mia pasta madre.
Io vado sempre di fretta, corro e faccio mille cose in una volta.
Lei ha il suo tempo, una cosa per volta.
Così, sto cercando di imparare un po' da lei, questa lentezza, che è un ritmo naturale, forse molto più del mio eterno incessante navigare. [Mio e del Signor Ulisse.]
 
Quindi, non so bene cosa ho voluto dire con questo discorso, come sempre prolisso, forse tutto ciò non ha nemmeno un senso, ma dato che Ulisse mi perseguita e sembra essersi eletto "modello comportamentale dell'anno", così, tanto per, butto giù questa equazione.
 
Ulisse : G = Ciclope : dis/umanità [intesa come ritmo di vita disumano] = pane : pasta madre
 
Non so bene che razza di operazione sto combinando, chiedo venia, io e la matematica non siamo mai state amiche, in ogni caso, buon [lento] [panifico] appetito!