Never give up!

Probabilmente, se avessi potuto scegliere i miei legami familiari avrei sentenziato:
Voglio: Yoko Ono come madre, Eugenio Montale come nonno, Mr. E degli Eels come fratello, Miranda July come sorella.
Perché?
Perché queste persone mi hanno aiutato in quei momenti della vita in cui facevo finta di avere il mal di pancia, ma in realtà il male veniva da un po' più in fondo, da quella cosa vischiosa che chiamiamo cuore.
 
Così capita che nelle giornate di pioggia mi ritrovi a leggere Montale, ad ascoltare gli Eels, ad usare innumerevoli volte l'app #smilefilms di Yoko Ono e a guardarmi un cortometraggio di Miranda July.
Un giorno di questo tipo di giorni, ho trovato un'immagine della bellissima Miranda, che, fissa davanti ad un obiettivo, mostrava una sua mano con la scritta: "I don't give up."
Mi ha colpito tantissimo. Un po' perché, fin da piccolina, per me le mani sono taccuini e tele, più che un mero prolungamento delle braccia, un po' perché mi ha messo di ottimo umore.
 
E così, ritrovandomi davanti ad il mio obiettivo, in un momento di vacillamento motivazionale, ho deciso si scrivermi anche io sulla mano il consiglio che Miranda mi stava dando.
E mi sono fatta [estemporaneamente] fotografare.
Perché siamo noi a dover essere i più grandi motivatori di noi stessi.
 
Fare le foto non è stato facile, nonostante il bravissimo fotografo.
Perché?
Perché mi vergognavo tantissimo, il mio naso mi sembrava ancora più grande di quel che già è e le mie facce erano sempre più stupide una dell'altra, molto, molto lontane dalla delicata eleganza di Miranda. No, non sono per niente una brava modella.
Ma sono io. In tutti i miei difetti. 

Sono io che mi ammonisco di non mollare mai. 

Ogni volta che guardo questa foto provo una specie di tenerezza nei confronti della mia goffaggine e rivedo le mie assurde idee in ogni capello spettinato, con quella mano rachitica che mi dice: "non mollare! 

Effetto terapeutico garantito.

Provare per credere. Vi va?