Uccidere le mosche

Da piccola, quando mio nonno tornava dall'orto, gli chiedevo di portarmi a fare un giro in bicicletta, ma lui, quando era troppo stanco, glissava la proposta e mi rispondeva: "uccidi le mosche!"
E con aria solenne mi porgeva la paletta investendomi del ruolo di giustiziere.
Ricordo quel sottile piacere nel colpire le mosche, l'eccitazione che cresceva se mi sfuggivano al primo colpo. 
Ora, di mosche ce ne sono tante al mondo, ma anche di uomini ce ne è tanti e credo che se mio nonno nei momenti di noia mi avesse incitato a schiacciare uomini, la società avrebbe avuto qualcosa da ridire. A proposito di mosche, Mio nonno ha sempre fatto l'operaio e sono sicura  che non abbia mai letto nulla di W Golding, così come dubito che Il signor Golding abbia mai conosciuto mio nonno [anche se di questa affermazione non posso accertarne la veridicità], sta di fatto che: "gli uomini producono il male come le api producono il miele" potrebbe sembrare una frase alquanto azzeccata qui.
Oggi mi sento in colpa per quel piacere e mi chiedo: è proprio vero che il male è insito nell'indole umana?
L'essere umano è l'unico animale romantico,
L essere umano è l'unico animale meschino.
Quello che ci distingue dagli altri animali è la ragione, le nostre sviluppiate capacità intellettive;  sono forse queste la vox media che gestisce il nostro comportamento?
Credo che questo sia uno di quei problemi pedagogici più antichi del mondo.
E non sarò certo io qui stasera a risolvere il problema, io, che sono qui, solo perché, come sempre, non riesco a dormire e aprendo il frigo l'ho trovato vuoto.
La mia affamata insonnia mi suggerisce qualcosa però: Perché invece di insegnare ai bambini ad uccidere le mosche non gli si insegnia a chiudere la zanzariera per non farle entrare in casa? 
Uccidere qualcosa che da fastidio forse non è una buona soluzione.
"Non far male neanche ad una mosca" forse non dovrebbe essere un'eccezione ma la normalità. No, non faccio parte di nessuna associazione animalista è che mi chiedevo se forse il rispetto non parte che dai piccoli insignificanti gesto quotidiani. Se riuscissimo a rispettare il ronzio delle mosche forse riusciremmo a rispettare il tono di voce troppo alta della signora grassa seduta in fondo all'autobus, delle manie del vicino di casa e i difetti dei nostri genitori.

I confini della Libertà sono sempre difficili da stabilire, ma forse l'unico modo per farlo è il rispetto reciproco.