Impressioni di Settembre di una Terrona nata al Nord.

Quante gocce di rugiada intorno a me, cerco il sole, ma non c'è. Respiro nebbia e penso a te.

[Quando i piedi scalzi sul pavimento diventano subito freddi e nella mente cominci a rivedere la tua estate, vuol dire che è davvero arrivato l'autunno e che i tuoi racconti estivi sono ormai da classificarsi come ricordi]

Basilicata on my mind

Ci sono tanti modi per arrivare in Basilicata: treno, macchina, google maps, aereo, corriera. C'è solo un motivo per cui scelgo quello più lungo e stancante: mi fa sentire emigrante. Quel senso poetico da cui fin da piccola sono affetta, mi fa credere che farmi dalle 10 alle 13 ore di pullman con fermate rare e brevi, possibilità di vicini di posto fastidiosi, disguidi e ritardi quasi assicurati mi faccia lontanamente assaporare l'idea di "tornare" e non di "andare". Perché io se devo emigrare in America come mio nonno, Carmine, prendo il tram.

La traversata terrestre dello Stivale, verso quella che da tempo assomiglia di più al mio concetto di casa è allo stesso tempo profondamente autentica e assolutamente irreale.

IMG_6261

Perché per quanto mi senta legata alla terra verso cui sto viaggiando, oggettivamente, io non ci sono nata. Se ne accorgono i miei compagni di viaggio appena apro bocca, appena la mia quasi nulla inflessione vocale li insospettisce e si chiedono cosa [diavolo] ci faccia io lì. Me lo chiede Marina che torna a casa dopo la stagione estiva a Rimini. Me lo chiede la Signora Antonia, che abita a Mantova ma che è di Rionero, dove vivono ancora tutti i suoi parenti.

Ed eccomi, che cerco di spiegare il motivo per cui si può sentire di appartenere ad un posto senza esserci nati. Ma mi impappino, mi si confondono le parole ed il loro sguardo tra l'incredulo e il dubbioso mi fa chiedere addirittura se non mi stia sbagliando io, se la sensazione di "tra due minuti è quasi casa" che comincio a provare alla vista delle "mega girandole" non sia solo frutto della mia immaginazione.

Ma in fondo, che cos'è la vita se non un sogno? Cos'è se non uno slancio poetico verso il presente con cui ci si sforza di renderlo eterno? E forse sarà indotta dalla mia fantasia, ma questa leggerezza, che provo ogni volta che arrivo qui, in questo paesino qualunque e sperduto, tra la Puglia, la Campania la Calabria e la mia mente, è pura euforia.

E mia cugina ridendo per il mio strano entusiasmo mi dice: noti cose che io, che qui ci abito da sempre, non avevo mai visto. E nessuno si spiega perché sono più legata a questo posto io che mio padre, che c'è nato. C'è chi mi dice che forse, se ci abitassi sempre, non ne  sarei così affascinata. E no, io non sono d'accordo.                                                                                                                                                                                           Perché, le mie personali impressioni di Settembre, quelle di una terrona nata al nord, mi suggeriscono il richiamo atavico che io ho con questa terra.

Quella che provo ogni volta che torno al Nord è nostalgia, desiderio melanconico di tornare a casa.

Si, è certo che se abitassi qui sentirei comunque il bisogno di andare perché sono zingara e viaggiatrice dentro. Ma sarebbe andare con la consapevolezza che hai lasciato il tuo nido, non, andare per la necessità di cercare un posto in cui sentirti a casa. In ogni caso, forse, le mie, sono mere paturnie mentali e la sola cosa di cui mi dovrei fidare è che hic et nunc io vorrei mangiare i peperoni cruschi, vorrei sentire il profumo delle bruschette di mia zia nell'aria, vorrei arrampicarmi per le vie del centro vecchio e salire da sola sul tetto di quella casa da cui dall'alto Rionero sembra magico, abbracciare tutte le persone, qui, a cui voglio bene.

Andare