Perché innamorarsi può essere un'opera d'arte?

Nelle mie opere [oh cavolo mi fa impressione chiamarle opere, nominiamole: invenzioni gentili e assolutamente inutili, dai, va meglio!] chiedo sempre uno sforzo allo spettatore, uno sforzo che non tutti vogliono/possono fare.
Mi è stato fatto notare, che in realtà queste cose non interessano a nessuno, che la vita del singolo trasportata su un'opera interessa solo al singolo preso in considerazione e non agli altri.

Beh, forse è vero, ma non del tutto, perché a me interessa.

Credo nel concetto del "vivere la propria vita, come se fosse un'opera d'arte" e credo che farlo non significhi compiere grandi opere, ma stia nelle piccole cose, nell'affrontare gli ostacoli che ogni giorno ci troviamo davanti, nell'innamorarsi perdutamente, nel soffrire immensamente. Nell'umanità insomma. L'essere umano diviene arte quando si esprime in tutta la sua umanità. Secondo me, ovviamente. Secondo me, che se vado a vedere il Duomo di Milano rimango esterrefatta davanti a cotanta magnificenza, tanto da sentire i brividi e sentirmi piccola, ma poco dopo mi perdo e mi interesso di più a guardare la gente che guarda il Duomo e mi accorgo di quanto le loro espressioni rivelino le tre/quattro stesse emozioni. Perché siamo tutti umani, in fondo, anche se spesso ce lo dimentichiamo. Secondo la mia professoressa di Greco e Latino del Liceo, tutte le emozioni base umane sono spiegate nell'Iliade e nell'Odissea e l'uomo da secoli non fa altro che girarci intorno e così continuerà per sempre, perché possiamo vestirci in modo diverso, avanzare nella tecnologia, ma ci innamoriamo sempre nello stesso modo.

Perciò se in una mia "invenzione gentile e assolutamente inutile" vi parlo di qualcuno che si innamora in un determinato luogo non lo faccio per spifferarvi la vita privata di quel qualcuno, ma per mettervi in contatto con "la categoria aristotelica generale dell'amore". E' un pretesto, per parlare a voi, di voi. Si tratta di fare uno piccolo sforzo di "traslazione", di Empatia, che ad alcuni viene naturale, ad altri no. Ed è proprio a questi ultimi, a cui sono più dirette le mie opere.
Mi piace combattere per le battaglie perse, trovo sia esso stesso un atto artistico. 

Questa è Arte? o un semplice esercizio umanista?
Non posso essere io a rispondere, ma certo da me non potete aspettarvi paesaggi dipinti ad olio su tela.
Giui is not an artist?
Non saprei, ma la cosa a cui Giui tiene di più è essere una persona.

Creare non è semplice, nel momento stesso in cui "fai qualcosa" la fai esistere e la metti in discussione, ma metti in discussione soprattutto te stesso, esponi te e il tuo pensiero.
Creare è un atto coraggioso e solo per questo andrebbe rispettato, siate gentili con chi crea, ma se siete creatori non c'è bisogno di dirvelo, perché già lo sapete. 
La forma più grande di gentilezza che potete avere nei confronti di chi crea è l'immedesimazione, provare a capire il linguaggio del vostro interlocutore, anche se parla in una lingua che non vi piace.
Chissà, potreste scoprire che in realtà non vi piaceva perché non la capivate, oppure potrebbe continuare a non piacervi, ma per scoprirlo dovete comunque provare a capire. A questo proposito consiglio un libro, "Lo potevo fare anch'io" di F. Bonami.
E guarda a caso, i più grandi critici sono coloro che non creano nulla.